Amt, Emilio Robotti attacca Ilaria Gavuglio: «I tagli di oggi sono il conto delle scelte sbagliate di ieri»

L’assessore comunale alla mobilità respinge la ricostruzione dell’ex presidente dell’azienda: «Non esistono due verità, ma numeri e atti». La risposta alla memoria difensiva depositata dai legali di Ilaria Gavuglio

La crisi di Azienda Mobilità e Trasporti torna al centro dello scontro politico e amministrativo. A rispondere alla posizione dell’ex presidente del consiglio di amministrazione Ilaria Gavuglio è l’assessore comunale alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti, che contesta con durezza l’idea che le difficoltà dell’azienda siano state enfatizzate per ragioni politiche.

La posizione di Gavuglio è contenuta nella memoria depositata dal collegio difensivo composto dagli avvocati Andrea Ganzer e Raffaele Caruso, dopo l’interrogatorio del 19 giugno. Nel documento la difesa ricostruisce il periodo trascorso da Ilaria Gavuglio alla presidenza di Azienda Mobilità e Trasporti e sostiene che la sua azione fosse orientata a dare stabilità economica a una società di trasporto pubblico locale segnata, come altre realtà analoghe, dalla dipendenza dai contributi pubblici e da problemi di liquidità, definiti però “cosa ben diversa da un buco o un dissesto”.

La memoria afferma inoltre che “il dissesto non c’è” e che non vi sarebbe liquidazione giudiziale, con la conseguenza, secondo la difesa, dell’assenza del presupposto del reato di bancarotta. Tra gli argomenti richiamati ci sono le difficoltà strutturali del settore, il peso dei contributi pubblici, la carenza cronica di liquidità registrata negli anni, i fondi per la qualità dell’aria e le scelte compiute sul bilancio 2023, che secondo la difesa sarebbe stato certificato e avrebbe chiuso con un utile.
È su questa ricostruzione che interviene Emilio Robotti. “Su Azienda Mobilità e Trasporti non esistono due tesi paritetiche, una della destra e una della sinistra. Esiste una verità certificata dai numeri, dagli atti e dalla situazione che abbiamo trovato al nostro insediamento. E poi esiste una tesi difensiva di chi quella situazione l’ha determinata e oggi prova legittimamente a difendersi, ma non può pretendere di riscrivere la realtà”, afferma l’assessore comunale.
Per Robotti, le difficoltà che oggi ricadono sul servizio non sarebbero nate con l’attuale amministrazione, ma sarebbero l’effetto di decisioni precedenti. “Le inefficienze che ancora oggi stiamo affrontando, così come i dolorosi tagli ai servizi che siamo stati costretti a mettere in campo per salvare l’azienda, sono la diretta conseguenza di scelte politiche e gestionali profondamente sbagliate compiute negli anni precedenti”, sostiene. L’assessore aggiunge che nessuno considera quei sacrifici una vittoria, ma li definisce “il prezzo che Genova sta pagando per evitare il collasso di un patrimonio pubblico fondamentale”.
Secondo l’assessore alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali, il piano di risanamento non nasce da una costruzione politica, ma dalla necessità di intervenire su una situazione economica e finanziaria giudicata gravissima. “L’attuale amministrazione non ha costruito alcuna narrazione. Ha dovuto prendere atto di una situazione economica e finanziaria gravissima e intervenire con un piano di risanamento rigoroso per garantire la continuità del servizio pubblico, salvaguardare l’azienda e tutelare i lavoratori”, dice l’assessore.
Il nodo, per Palazzo Tursi, resta quello delle decisioni difficili assunte negli ultimi mesi: rimodulazioni del servizio, tagli, soluzioni integrative per i quartieri più fragili e interventi mirati a tenere in piedi il sistema. Misure che Emilio Robotti rivendica come assunzione di responsabilità e non come scelta ideologica.
“Sappiamo bene quanto siano pesanti alcune decisioni per i cittadini e siamo i primi a lavorare ogni giorno per limitarne l’impatto e ripristinare progressivamente servizi più efficienti. Ma sarebbe profondamente scorretto far credere che queste difficoltà siano nate oggi”, afferma ancora l’assessore. Poi la stoccata finale: “Sono l’eredità di anni di gestione che hanno prodotto uno squilibrio non più sostenibile. Chi ha avuto responsabilità dirette dovrebbe avere almeno l’onestà di riconoscerlo, invece di cercare di trasformare una linea difensiva in una presunta contro-verità”.
Per Robotti, l’obiettivo resta “restituire a Genova un’Azienda Mobilità e Trasporti solida, affidabile e capace di offrire un trasporto pubblico all’altezza della città”. Un percorso che l’assessore definisce complesso e fatto anche di scelte impopolari, ma che, nella lettura dell’amministrazione comunale, sarebbe stato inevitabile: “L’alternativa sarebbe stata lasciare precipitare l’azienda. E questa, sì, sarebbe stata una responsabilità imperdonabile”.
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